Caffè Babilonia, di Marsha Mehran


Titolo: Caffè Babilonia
Autore: Marsha Mehran
Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 5 maggio 2005
Pagine: 244, Brossura
Costo: cartaceo € 15,50, eBook € 6,99

Descrizione:

Marjan Aminpour è nata in Persia, una terra di antichi deserti dove il suolo arido si confonde con i resti sgretolati delle colonne di Persepoli, eppure ha un vero talento per le piante. Guidata dalle mani gentili di Babà Pirooz, il vecchio giardiniere barbuto che curava le terre della sua casa d'infanzia, ha imparato sin da bambina a coltivare la maggiorana e l'angelica dorata. Ora Marjan è a Ballinacroagh, il villaggio dell'Irlanda occidentale dove, dopo essere scappata dall'Iran khomeinista, si è stabilita assieme a Bahar e Layla, le sue sorelle più piccole. Col cardamomo e l'acqua di rose, il basmati, il dragoncello e la santoreggia, Marjan prepara le sue speziate ricette persiane al Caffè Babilonia, il locale che, assieme alle sorelle, ha ricavato dall'ex panetteria di Estelle Delmonico, la vedova di un fornaio italiano, e dove la gente di Ballinacroagh accorre ogni giorno numerosa, attratta dalle pareti vermiglie, dalle zuppe di melagrana e dal samovar del tè sempre pronto. Marjan potrebbe finalmente godere dei suoi meritati piccoli trionfi se un perfido scherzo del destino non si fosse preso la briga di turbarla profondamente: Layla, la spensierata Layla, la sorellina che si è conquistata subito la simpatia dell'intera Ballinacroagh, si è innamorata, ricambiata, di Malachy McGuire, uno dei figli di Thomas McGuire, il boss del villaggio che possiede un'infinità di pub e ambirebbe volentieri a mettere le mani sul Caffè Babilonia...

Recensione:

Pensate ad un paese come l'Irlanda. Alle sue verdi colline e al cielo mutevole. E poi immaginate di camminare per le strade di un suo piccolo paese dove potete trovare il solito pub con i soliti avventori, un piccolo emporio, la chiesa con un simpatico sacerdote e le solite beghine pettegole ed infingarde. Metteteci anche la scuola, dove naturalmente potete trovarci i soliti bulli e l'arrogante spaccone del paese che pensa di poter fare tutto quello che vuole solo perché ha più soldi degli altri. Cosa può succedere in un paese così all'arrivo di tre giovani ragazze persiane scappate dall'Iran per colpa della rivoluzione? 
Queste ragazze portano con loro pochi oggetti preziosi, ma soprattutto la loro cultura, una cultura esotica, fatta di odori, usanze, sapori e profumi diversissimi da quelli irlandesi, profumi che scuotono l'anima e i desideri più nascosti, che riescono ad evocare passioni represse per anni e a cambiare le persone, rendendole in alcuni casi migliori di quello che sono.

Nel tentativo di rifarsi una vita le tre sorelle portano scompiglio nel piccolo paese, ma grazie alla capacità di cucinare della maggiore sapranno farsi accettare e amare dagli abitanti del paese, anche combattendo quei demoni che si sono portate dietro durante la loro fuga dal paese d'origine. Demoni che le perseguitano, ma che giorno dopo giorno tentano ogni modo di combattere con una grande forza di carattere, e di questo romanzo ho apprezzato molto proprio l'indagine psicologica che la Mehran compie nei riguardi delle tre ragazze e dei personaggi secondari del libro. La loro vita così imperfetta spinge il lettore a provare simpatia o repulsione a seconda di cosa ci sta raccontando l'autrice che ci dimostra anche che lo scontro di due culture diversissime può portare comunque a qualcosa di buono.
L'autrice è in grado poi di coinvolgere il lettore con le sue ricette e il mistero di una cultura lontana.
Evoca infatti sapori così diversi dai nostri con una maestria incredibile, regalandoci attraverso le sue ricette uno scorcio della storia passata dell'Iran.

E' un libro da leggere, perché dimostra quanta forza può avere una donna nell'affrontare i pericoli che può incontrare nella vita, e quanto possa essere istruttivo approcciarsi ad una cultura diversa senza paure e timori. E' un inno alla vita, all'amore e all'amicizia, e perché no, al piacere che può derivare assaggiando un piatto saporito ed esotico. Un libro dove uomini e donne hanno la capacità di andare al di là delle proprie convinzioni e apparenze accettando nuove culture e creando rapporti indistruttibili. 
Poche volte mi è capitato di leggere un libro che mi facesse provare un'empatia così forte con i personaggi. Penso infatti che al posto di tante donne di questo paese non mi sarei fatta problemi ad entrare nel loro caffè. La loro dolcezza e ospitalità mi sarebbero piaciute. Il libro mi ha fatto desiderare di conoscerle e incontrarle. chissà se esistono veramente locali come questi.

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