Jane Eyre, di Charlotte Brontë
Autore: Charlotte Brontë
Titolo: Jane Eyre
Casa editrice: Garzanti
I edizione marzo 1974
Pagine 466
Recensione:
Jane Eyre per me è un vero capolavoro e per questo motivo ogni tanto lo rileggo.
Per prima cosa ho sempre apprezzato le descrizioni degli ambienti, di solito così cupi e misteriosi da conferire alla storia le caratteristiche proprie del romanzo gotico.
I personaggi sono ben delineati dal punto di vista psicologico, specialmente Jane, una donna forte che rimane sempre ferma sulle sue posizioni, una donna decisa, dall'animo buono, una figura corretta che non si lascia mai corrompere. Jane soprattutto è ancorata all'idea che prima o poi, per tutti, dopo una vita difficile, ci sarà una ricompensa finale. È questa convinzione che la rende ferma nelle sue decisioni.
Poi c'è lui, Rochester, il bullo della situazione, quello che la vuole sposare, ma che non può farlo perché ha già una moglie.
E qui il no di Jane verso l'uomo alla scoperta della prima moglie è di una potenza enorme, l'autrice non le permette mai di sviare dalla sua strada: per farlo Jane dovrebbe lasciarsi alle spalle le sue convinzioni, ma la giovane donna, pur non avendo una vita facile sa riconoscere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato e avendo rispetto per se stessa ed essendo una persona dignitosa, accetta anche di rimanere sola. Jane non cede mai al ricatto, alle tentazioni e alla vita facile.
È una donna intraprendente, non si lascia stravolgere dagli eventi, ma li affronta a testa alta, è stata costretta ad imparare a farlo prima per sopravvivere in casa degli zii a cui era stata affidata essendo orfana, poi in orfanotrofio.
Per questi motivi il lettore non può che apprezzarla.
È un libro rivoluzionario per quell'epoca in cui le donne avevano pochi diritti. Jane è una sorta di eroina che sceglie di vivere il suo futuro come vuole senza lasciarsi condizionare da nessuno.
Ho trovato la narrazione degli eventi scorrevole, a tratti incalzante, è un libro che prende in mano il lettore, gli tiene compagnia portandolo a riflettere sulla condizione femminile e quella degli orfani. La vicenda è narrata in prima persona accompagnando il lettore per mano creando una sorta di legame con lui.
Per me è uno di quei libri da leggere almeno una volta nella vita.
Poi ci sono io, che a furia di leggerlo ho consumato la mia copia.



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