Limonov, di Emmanuel Carrère


 Autore: Emmanuel Carrère
titolo: Limonov
Casa editrice: Adelphi
Data di pubblicazione: 7 maggio 2014
Pagine: 360
Costo: cartaceo € 14,00 ebook 6,99

Sinossi:

Limonov non è un personaggio inventato. Esiste davvero: «è stato teppista in Ucraina, idolo dell'underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell'immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio» si legge nelle prime pagine di questo libro. E se Carrère ha deciso di scriverlo è perché ha pensato «che la sua vita romanzesca e spericolata raccontasse qualcosa, non solamente di lui, Limonov, non solamente della Russia, ma della storia di noi tutti dopo la fine della seconda guerra mondiale». La vita di Eduard Limonov, però, è innanzitutto un romanzo di avventure: al tempo stesso avvincente, nero, scandaloso, scapigliato, amaro, sorprendente, e irresistibile. Perché Carrère riesce a fare di lui un personaggio a volte commovente, a volte ripugnante – a volte perfino accattivante. Ma mai, assolutamente mai, mediocre. Che si trascini gonfio di alcol sui marciapiedi di New York dopo essere stato piantato dall'amatissima moglie o si lasci invischiare nei più grotteschi salotti parigini, che vada ad arruolarsi nelle milizie filoserbe o approfitti della reclusione in un campo di lavoro per temprare il «duro metallo di cui è fatta la sua anima», Limonov vive ciascuna di queste esperienze fino in fondo, senza mai chiudere gli occhi, con una temerarietà e una pervicacia che suscitano rispetto. Ed è senza mai chiudere gli occhi che Emmanuel Carrère attraversa questa esistenza oltraggiosa, e vi si immerge e vi si rispecchia come solo può fare chi, come lui, ha vissuto una vita che ha qualcosa di un «romanzo russo».

Recensione:

Che dire di questo libro?
Posso dire che è stata una lettura incredibile e per ora è a pieno titolo la migliore del 2026.

Destreggiarsi all'interno della storia dell'Unione Sovietica prima e poi, dopo gli anni '90, in quella della Russia non è stato facile anche perché dobbiamo ricordare che l'Urss era composto non solo dalla Russia, ma anche da decine di staterelli che al suo disfacimento sono finiti nel caos più totale.

E nel caos emerge la figura di Limonov.
Ma chi è Limonov?
Come si legge nel libro è poeta, scrittore, amante delle belle donne, maggiordomo, ma anche teppista, mercenario e combattente nei Balcani, fondatore con Dugin di un partito e prigioniero politico.

Mentre si legge la sua storia lo si ama, lo si odia, si provano per lui pena e simpatia e poi lo si detesta ancora. Io lo definirei un tipo eclettico dalla fantasia e energia inesauribile, un temerario pronto a gettarsi a capofitto in ogni cosa in cui crede.

Il libro è meraviglioso. La scrittura di Carrère è ammaliante, conquista il lettore con il suo stile che intreccia elementi autobiografici, esperienze e conoscenze personali con la vita del protagonista di questo libro che è abbastanza scorrevole malgrado l'argomento trattato sia piuttosto ostico. 

In alcuni tratti poi l'ho trovato esilarante. Carrère a mio avviso, è uno scrittore dalle mille sfacettature, con la sua scrittura il lettore ride, si commuove, diciamo che è molto abile a catturare la sua attenzione . È uno degli scrittori che non mi delude mai.

Per me è stata una lettura arricchente sia dal punto di vista storico che letterario.  



 

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