Cronache marziane, di ray Bradbury


                                                             Cronache marziane,

di Ray Bradbury

1989 edito da De Agostini-Mondadori

collana Evergreen 

Grande biblioteca per ragazzi


Recensione:

Cronache marziane è una raccolta di racconti brevi il cui filo conduttore è la conquista da parte dei terrestri del pianeta Marte. 

I racconti vanno dal gennaio 1999 all'ottobre 2026, un periodo di 27 anni durante il quale viene colonizzato il pianeta Marte da parte di astronauti e civili statunitensi, i marziani si estinguono e sulla Terra scoppia la guerra atomica.

I terrestri affronteranno numerosi problemi, si ritroveranno a fronteggiare marziani che usano la telepatia per ingannarli, numerose vicissitudini per ambientarsi, la solitudine per poi dover lasciare tutto per tornare a combattere sulla Terra.

Marte, dal punto di vista dell'autore diventa la personificazione della società statunitense del'900, non solo, è anche l'immagine poco edificante dei coloni americani che con brutalità avevano sterminato migliaia di nativi americani. Marte sarà anche lontano, ma con il trasferimento dei terrestri sul pianeta rosso i conflitti rimangono gli stessi: abbiamo la presa di possesso del territorio, l'annientamento della popolazione preesistente e l'imposizione della superiorità terrestre perché molti coloni portano su Marte paesaggi, città e abitudini della Terra impedendo così all'essere umano l'incontro reale con il nuovo ambiente.

L'uomo rimane, anche in Cronache marziane, un predatore, esporta le sue usanze, le sue abitudini, ma anche distruzione e morte, distruzione che poi avverrà anche sulla Terra.

Accettare una nuova civiltà e conviverci potrebbe regalare all'uomo una possibilità di vivere diversamente, ma i terrestri non sono pronti, se si riconoscesse il fallimento dei modelli precedenti si potrebbe forse, e dico forse, creare una società più responsabile e mi chiedo, dopo aver letto l'ultimo racconto, se possa nascere una nuova comunità capace di imparare dai propri errori. Sorge così una domanda spontanea: è possibile ricominciare?

Ho trovato il libro piacevole, io che non amo troppo la fantascienza ho apprezzato ogni singolo racconto, le scene sono descritte coì bene che si ha come l'impressione di sentire gli odori, vedere con i propri occhi gli occhi dorati dei marziani, le loro città, si sente sulla propria pelle l'atmosfera da fiaba di alcune storie e l'orrore della devastazione atomica.

All'interno del libro ci sono racconti bellissimi e incredibili. Lo stile è accattivante, coinvolgente, mi basta pensare a Usher II (ve lo ricordate Edgar Allan Poe?) o Cadrà dolce la pioggia di cui non dico nulla per non fare spoiler, ma che rappresenta esattamente ciò che Bradbury vuole comunicarci con questa serie di racconti.

L'ultimo racconto poi potrebbe essere visto come un'incitazione al risveglio delle coscienze anche se, ahimè, con quello che vedo accadere in questi giorni, sembra davvero molto lontano.

Un libro che consiglio vivamente.









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