Tokyo Express, di Matsumoto Seichō
Tokyo Express
Autore: Matsumoto Seichō
Casa Editrice: Adelphi
Edito nel 2018
Costo € 12,00
Sinossi:
In una cala rocciosa della baia di Hakata, i corpi di un uomo e di una donna vengono rinvenuti all’alba. Entrambi sono giovani e belli. Il colorito acceso delle guance rivela che hanno assunto del cianuro. Un suicidio d’amore, non ci sono dubbi. La polizia di Fukuoka sembra quasi delusa: niente indagini, niente colpevole. Ma, almeno agli occhi di Torigai Jūtarō, vecchio investigatore dall’aria indolente e dagli abiti logori, e del suo giovane collega di Tokyo, Mihara Kiichi, qualcosa non torna: se i due sono arrivati con il medesimo rapido da Tokyo, perché mai lui, Sayama Ken’ichi, funzionario di un ministero al centro di un grosso scandalo per corruzione, è rimasto cinque giorni chiuso in albergo in attesa di una telefonata? E perché poi se n’è andato precipitosamente lasciando una valigia? Ma soprattutto: dov’era intanto lei, l’amante, la seducente Otoki, che di professione intratteneva i clienti in un ristorante? Bizzarro comportamento per due che hanno deciso di farla finita. Per fortuna sia Torigai che Mihara diffidano delle idee preconcette, e sono dotati di una perseveranza e di un intuito fuori del comune. Perché chi ha ordito quella gelida, impeccabile macchinazione è una mente diabolica, capace di capovolgere la realtà. Non solo: è un genio nella gestione del tempo.
Con questo noir dal fascino ossessivo, tutto incentrato su orari e nomi di treni – un congegno perfetto che ruota intorno a una manciata di minuti –, Matsumoto ha firmato un’indagine impossibile, ma anche un libro allusivo, che sa con sottigliezza far parlare il Giappone.
Con questo noir dal fascino ossessivo, tutto incentrato su orari e nomi di treni – un congegno perfetto che ruota intorno a una manciata di minuti –, Matsumoto ha firmato un’indagine impossibile, ma anche un libro allusivo, che sa con sottigliezza far parlare il Giappone.
Recensione:
Su uno sperone roccioso in una baia vengono ritrovati i corpi di una donna e di un uomo. Sono morti avvelenati, sdraiati uno accanto all'altro.
La polizia non puo fare a meno di pensare che si tratti del suicidio di due amanti.
Eppure...
Eppure c'è qualcosa in quel suicidio che non quadra e due poliziotti iniziano ad indagare.
L'autore per scrivere i suoi gialli attinge a fatti reali del suo tempo e si occupa spesso di problemi sociali. In Tokyo Express l'indagine dei due falsi suicidi va a toccare un sistema di corruzione all'interno di uno dei ministeri più importanti.
L'aspetto principale di questo libro che più mi ha intrigata è stata l'analisi accurata degli orari dei trasporti giapponesi.
Tutto è concentrato sulla puntualità dei treni e solo grazie a quello che si arriverà alla soluzione del caso.
Come racconto è un po' intricato, ma si lascia leggere. Le atmosfere sono cupe, i personaggi ben descritti, lo stile è accurato, preciso nel raccontare le vicende.
È stata una lettura piacevole che mi ha tenuta incollata al libro per ore e mi ha permesso di scoprire un autore interessante che non conoscevo, ne sono venuta a conoscenza per caso grazie a un video su You tube, alcuni lo definiscono il Simenon giapponese, un altro di quegli autori che mi piace tantissimo.
Una volta sbrogliata la matassa degli avvenimenti mi sono detta che con il nostro sistema ferroviario non saremmo mai riusciti ad arrivare alla soluzione del caso.
Praticamente saremmo stati fregati in partenza!



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