La libreria dei nuovi inizi, di Anjali Banerjee
La libreria dei nuovi inizi
Autore: Anjali Banerjee
Casa editrice Rizzoli
Sinossi:
C'è una vecchia libreria, a Shelter Island, dove ad aggirarsi in cerca di compagnia e buone letture non sono solo gli affezionati clienti. Qui, tra stanze in penombra, riccioli di polvere e parquet scricchiolanti, i libri hanno davvero un'anima e, quasi godessero di vita propria, sanno farsi scegliere dal lettore giusto al momento giusto... Che non si tratti di una libreria come le altre Jasmine lo capisce subito: in fuga da Los Angeles e da un ex marito che le ha spezzato il cuore, non si aspetta certo che ad accoglierla, accanto all'eccentrica Zia Ruma, siano gli spiriti della Grande Letteratura. E quando la zia parte, affidando proprio a lei la guida del negozio, saranno Shakespeare ed Edgar Allan Poe a svelarle a poco a poco i segreti del mestiere. E se Beatrix Potter la aiuterà a sedare orde di bambini scatenati e Julia Child le consentirà di accontentare anche le signore più esigenti in cucina, come potrà Jasmine resistere alle suadenti parole di Neruda, deciso, a quanto pare, a spingerla tra le braccia di un affascinante sconosciuto? "La libreria dei nuovi inizi" è una commedia romantica, e insieme un omaggio lieve e incantato al potere della letteratura. Perché in un buon libro c'è tutto: le emozioni, gli incontri e le risposte che possono anche cambiarci la vita.
Recensione:
Jasmine è in fuga da Los Angeles. Chiamata dalla strana zia Ruma a gestire un’altrettanto strana libreria finisce a Shelter Island nel mezzo di Puget Sound. Il suo matrimonio è finito, il marito traditore sta con l’amante è lei è disperata.
Ci sarebbero diversi motivi per simpatizzare con lei, ma procedendo con la lettura mi sono accorta che Jasmine è antipatica, fastidiosa come un foruncolo, tanto che alla fine mi sono chiesta come mai il marito ci avesse messo del tempo a trovarsi un’altra. La storia poi procede tra fantasmi, divinità e tanti personaggi più o meno assurdi. Mentre leggevo mi sono resa conto che non ce ne era uno con le rotelle a posto.
La libreria è un insieme disparato di libri polverosi e ricoperti di ragnatele (solo l’idea mi fa accapponare la pelle perché detesto i ragni), un’accozzaglia di mobili senza senso. A ben vedere un ambiente pessimo.
Ad un certo punto, tra una lagna e l’altra di questa improvvisata libraia mi sono chiesta quando arrivasse il cavaliere con l’armatura lucente che l’avrebbe fatta innamorare. Magari, mi sono detta, arriva la svolta che mi dà la spinta giusta a proseguire. E invece no!
Per arrivare arriva, ma la vicenda raccontata è talmente surreale da rasentare la follia.
A tratti pesante e noioso, mi sa che finirà presto nel dimenticatoio.
Credo che scrivere libri che parlano di libri stia diventando una moda un pochino pericolosa perché spesso, purtroppo, si scade nel banale, proprio come è accaduto con questa storia che coinvolge, tra una sciocchezza e l’altra, anche i fantasmi degli scrittori defunti.
Metteteci poi che due ragazzine parlano male de Il vecchio e il mare e che Jasmine critichi chi legge più volte Orgoglio e pregiudizio e il danno è fatto.
Sono due dei miei libri preferiti, e chi mi conosce sa quanto sia pericoloso parlarne male in mia presenza, ma poi chi dice che non si può leggere un libro più di una volta???
E niente, non mi è piaciuto.



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