La prima ora del giorno, di Anna Martellato


Titolo: la prima ora del giorno
Autrice: Anna Martellato
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 14 febbraio 2018
Pagine: 304, Rilegato
Costo: cartaceo € 18,00 eBook € 6,99

Descrizione:

Ambiziosa e determinata, a ventisette anni Zoe sa esattamente cosa vuole: diventare responsabile degli eventi nell'agenzia in cui lavora, dopo anni di studio e di gavetta. Mancano solo due settimane a una grande inaugurazione che sarà sotto i riflettori dei media: un'occasione unica per dimostrare al suo capo che è lei la persona giusta per quel posto; e per mettere definitivamente in ombra il suo collega Niccolò, verso cui prova un'aspra rivalità. Per questo, quando una mattina si ritrova fra le mani un test di gravidanza positivo, il mondo le crolla addosso. È incinta. Incinta di un uomo non disponibile. Zoe non ha dubbi: è il momento sbagliato, il bambino sbagliato e, lei, una madre sbagliata. C'è solo una persona a cui può rivelare le sue paure: nonna Anna, da sempre sua confidente. Quella nonna esile come un giunco, ma forte come la terra da cui proviene: l'isola di Rodi, con le sue mura dorate e i fiori di ibisco che si arrampicano su ogni balcone. Ed è qui, fra minareti ottomani e cortili profumati, che la nonna condurrà Zoe sul filo della memoria: perché anche Anna ha un grande segreto da affidarle... Dall'incrocio di due mondi distanti, Zoe sarà costretta a riflettere su molte cose prima di agire: c'è un modo giusto di essere madre?


Recensione:

Ho letto per puro caso questo libro.
Per una challenge mi serviva un libro che avesse il titolo che iniziava con la P e dopo aver letto delle recensioni ho deciso che poteva andare bene.

Sono sincera, all'inizio il personaggio principale, Zoe, non mi aveva fatto una bella impressione perché per dedicarsi alla carriera stava rinunciando a tutto: amici, famiglia, a vivere... Poi ho riflettuto e mi sono resa conto che molti giovani non sono nelle condizioni di rifiutare posti di lavoro impegnativi perché le occasioni lavorative sono poche e di conseguenza  devono sopportare orari impossibili, guadagnare poco e avere a che fare con capi insopportabili ed esigenti.
Ma non è Zoe, che mi ha colpito maggiormente. Zoe ad un certo punto diventa quasi un personaggio di contorno perché l'attenzione del lettore si sposta su Anna, la sua nonna.

Anna colpisce, entra nel cuore e nell'anima del lettore. La sua storia è narrata con toni così dolci e pacati che non si può entrare in empatia con lei. Si porta dentro il cuore un grande segreto che non ha mai potuto prima, e voluto poi, raccontare.

Probabilmente non ha mai potuto perché da piccola, abitando  a Rodi nel periodo dell'occupazione tedesca, avrebbe messo in pericolo la sua vita e più tardi, da adulta, per quella sorta di pudore e di paura di non essere compresi che molti Ebrei, deportati e non, hanno provato sulla loro pelle una volta finita la guerra.

La scrittrice, attraverso le parole di Anna, ci racconta cosa è successo a Rodi dopo l'8 settembre 1943. Con le sue parole, ma soprattutto con le sue descrizioni minuziose ed accurate, accende l'immaginazione del lettore che comincia a percepire gli odori,   i profumi e i rumori della città in cui è vissuta Angela: l'odore del caffè greco che si spande per i vicoli per esempio e il lento movimento delle onde del mare che si infrangono sulla spiaggia. E' poco piacevole però  pensare al ronzio degli aerei mandati a sganciare le bombe sull'isola e all'ululato delle sirene antiaeree, e soprattutto si deve sperare con tutto il cuore di non assistere a ciò a cui ha assistito lei:

Le sirene continuavano ostinatamente a suonare, ma non c'erano aerei in avvicinamento.
Poi si accorse di un movimento, da lontano. E quello che vide non l'avrebbe mai dimenticato.
Un serpente di persone curve e rassegnate marciava in silenzio circondati dai soldati tedeschi.

Al porto, ad aspettare quella folla silenziosa, c'erano tre imbarcazioni...

Li misero nelle stive anguste, sporche, soffocanti e roventi...

Anna, senza saperlo, stava assistendo alla deportazione degli Ebrei di Rodi verso i campi di sterminio. E' il passo più triste, più intenso del libro. Un momento indimenticabile per Anna, ma anche per chi legge il libro.

La storia di Anna è dolorosa e commovente.
Alcune parti sono romanzate, ma è la storia della famiglia della scrittrice che ringrazio per averla condivisa con noi lettori perché rappresenta una preziosa testimonianza su quanto è accaduto a Rodi in quegli anni.
Ho amato Anna come nonna e come bambina e mi è dispiaciuto finire il libro. 

2 commenti:

  1. io non so se potrei leggerlo, o almeno posso farlo sono quando sono pronta psicologicamente.

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  2. Chicca te lo consiglio caldamente. E' molto bello.

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