La palude, di Charlotte Link


Titolo: La palude
Autrice: Charlotte Link
editore: Corbaccio
Data di pubblicazione: 24 gennaio 2019
Pagine: 490, rilegato
Costo: cartaceo € 19,60 eBook € 10,99

Descrizione:

Ottobre 2017: in una spettrale brughiera nell’Inghilterra del Nord viene ritrovato il corpo di Saskia Morris, una quattordicenne scomparsa l’anno prima a Scarborough, nello Yorkshire. Contemporaneamente un’altra ragazza della stessa età, Amelie Goldsby, è strappata alla morte da uno sconosciuto, che in una notte di tempesta sente le sue urla strazianti provenire dal mare e riesce a trarla in salvo. Anche Amelie era sparita in circostanze misteriose, e ora, sotto shock, dice di essere stata rapita e tenuta segregata da un uomo, ma è incapace di ricordare il minimo dettaglio utile a mettere la polizia sulla pista giusta. Le indagini si concentrano sulla sparizione nel 2013 a Scarborough di un’altra quattordicenne mai più ritrovata, Hannah Caswell. C’è un fil rouge che unisce tre coetanee così diverse tra loro per carattere ed estrazione sociale? Si fa sempre più strada l’idea di un omicida seriale: l’ispettore capo Caleb Hale è al centro di una gogna mediatica in cui ormai si fa riferimento al «killer della brughiera» il quale, indisturbato, sequestra ragazzine inermi. La polizia sembra brancolare nel buio quando, suo malgrado, si trova implicata in quella spirale di violenza anche Kate Linville, sergente investigativo di Scotland Yard, che è a Scarborough per vendere la casa di famiglia e che per una strana combinazione fa conoscenza con i genitori di Amelie. Aiutata dal suo fiuto di poliziotta e di donna, sarà Kate a trovare il bandolo di una matassa dove, a intrecciarsi, sono segreti vergognosi e colpe inconfessabili che riemergono dopo tanti anni...

Recensione:

Se mi chiedessero quale aggettivo si potrebbe associare a questo libro risponderei: triste, e lo farei senza esitazioni!

Tristi sono le donne protagoniste. Donne che soffrono per mancanza d'amore e di solitudine come la poliziotta Kate Linville che non riesce a trovare un uomo con cui condividere la propria vita, o come Deborah che non riesce a stabilire un contatto con la figlia adolescente problematica (e che fa venire al lettore un prurito alle mani che non potete immaginare).

Tristi e affrante sono anche le ragazze vittime di rapimento. Hannah è terrorizzata dal padre, non può vestirsi alla moda, truccarsi, frequentare ragazzi; Saskia è riservata e molto timida; Amelie perennemente depressa, ma anche piena di sorprese.

Mandy invece è forte e determinata, è l'unico personaggio che mi sia piaciuto e l'ho considerata come una specie di luce in fondo al tunnel a cui ho paragonato questo libro, un tunnel oscuro fatto di dolore e di  perdite.

Ottima è la descrizione dei personaggi dal punto di vista psicologico, alcuni dei quali spregevoli e opportunisti, disposti a scendere così in basso al punto di sfruttare il dolore delle famiglie coinvolte nella scomparsa delle ragazzine a proprio vantaggio. Anche l'ambiente fisico contribuisce a rendere deprimente il racconto: il mare in burrasca, la pioggia e la nebbia rendono ancora più cupo l'ambiente in cui si svolge la vicenda e non mi hanno certo aiutato a sperare in una soluzione positiva e veloce dei casi che la polizia si trova ad affrontare.

Non è poi un thriller incalzante, ma piuttosto lento, con indizi disseminati qua e là che lasciano spiazzato il lettore, a volte lo confondono.

Non ho amato molto il personaggio di Kate, l'investigatrice di Scotland Yard che suo malgrado si trova coinvolta nel caso, a mio avviso è un personaggio poco interessante e piuttosto scialbo, nel suo lavoro è in gamba, ma il fatto che l'autrice abbia continuamente insistito sulle sue caratteristiche negative non me l'ha fatta proprio piacere.

Dopo i romanzi storici i thriller sono i libri che leggo di più, apprezzo la suspance, l'angoscia che pagina dopo pagina serial killer o assassini occasionali trasmettono con le loro azioni, mi piace seguire il lavoro degli investigatori, la raccolta degli indizi, la capacità dello scrittore di tenere il lettore sempre all'erta. Con questo libro però non è successo.
Leggere di ragazze rapite non è piacevole in qualità di genitore, l'idea che vengano avvicinate da sconosciuti fa davvero tremare i polsi anche perché alla fine, quando si scopre come è iniziato il tutto si rimane spiazzati, ma più che angosciante definirei il libro opprimente e in alcuni tratti noioso.

Una cosa che poi proprio non capisco è la scelta del titolo. Non c'entra proprio niente con il libro. Se lo avessero tradotto letteralmente dal tedesco avrebbe avuto più senso.







4 commenti:

  1. Ho come l’impressione che la Link abbia esaurito la vena artistica. Questo ce l’ho, manca giusto il tempo per leggerlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo penso anch'io. In bocca al lupo per quando lo leggerai.

      Elimina
  2. Ho iniziato e mollato più volte "la palude". Non sono riuscita a finirlo se non saltando pagine.
    Troppo lento, per essere un thriller.
    No, decisamente non mi è piaciuto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io l'ho ripreso e mollato più volte. Non so come ho fatto a finirlo.

      Elimina