Qualcosa da tenere per sé di Margherita Oggero

Descrizione

Le architetture severe di Torino si tingono di colori, le strade brulicano di persone: è l'atmosfera elettrica e allegra delle Olimpiadi invernali, grazie alle quali anche la prof Camilla Baudino gode di una vacanza fuori programma. Scuole chiuse, marito e figlia in montagna per seguire da vicino le gare, Camilla resta in città. Ma i suoi propositi di riposo vengono sconvolti dall'incontro con Liuba, una ventiduenne dura e al tempo stesso fragile, che lavora in un sexy shop e vive in una comune. La sua giovane amica Liuba ha bisogno di aiuto: il dolce, svagato Quantunque, l'ultimo arrivato nella comune, un ragazzino del quale nessuno sa niente ma a cui tutti vogliono bene, è scomparso nel nulla. L'indagine di Camilla s'intreccia presto con quella della polizia, che sta cercando l'assassino della prostituta Flora, in un contrappunto serrato tra l'inchiesta ufficiale e quella - più discreta e "femminile", ma non meno efficace - della prof, che finirà per trovarsi di fronte a una domanda difficile: la giustizia coincide necessariamente con lo svelamento della verità ?







Recensione

Questo è il secondo libro della Oggero che leggo è mi e piaciuto tantissimo, molto di più della ragazza di fronte.
Ho scoperto che fa parte di una serie e penso proprio che mi procurerò anche gli altri, perché la figura di Camilla, uno dei personaggi principali è veramente interessante.
Intanto devo dire che dopo una partenza quasi in sordina, nel libro si hanno una serie di colpi di scena che lasciano i lettori a bocca aperta. I personaggi, con le loro problematiche sono descritti molto bene, vivono la maggior parte in una specie di comune anarchica, sono persone scappate di casa, dal loro paese di origine portandosi dietro dolori, sofferenze che li hanno segnati profondamente nell'animo,  ma anche la speranza di una vita migliore che come si vedrà nel libro non sempre arriva. Tutto questo fa da contrasto con una Torino alle prese con l'euforia delle Olimpiadi invernali, una Torino vivace, luminosa dove nessuno si rende come la realtà in diverse zone della città possa essere diversa.
E infatti due omicidi scuotono la città e e bisogna risolverli in fretta per non disturbare la festa. Sono due omicidi efferati, il primo poi di una violenza inaudita che il commissario Berardi farà non poca fatica a risolvere, anche perché durante le indagini si ammala e deve passare parecchio tempo a letto. Camilla invece, professoressa in vacanza perché le scuole sono chiuse per le Olimpiadi e amica intima del commissario, per un caso fortuito intreccia la sua vita con quella degli abitanti dello Schirrù, la comune e mentre il commissario indaga, scopre che gli omicidi sono legati in qualche modo proprio alla comune e ai suoi abitanti e in un crescendo incredibile di eventi si arriva a scoprire che anche la Torino bene può avere qualche scheletro ingombrante nei suoi armadi.
E' una trama avvincente, ben orchestrata: scopriamo la vita, i desideri, le speranze dei personaggi, i loro sogni e le loro delusioni.
Per me è sicuramente uno dei pochi libri che si abbandona mal volentieri per fare altro.

E siccome fa parte di una serie mi procurerò anche gli altri, voglio scoprire la storia di Camilla e Gaetano, il commissario.

" Ma la verità è una rete di fili intrecciati, che sono le coincidenze, le occasioni mancate, l'impossibilità di ricrearle, e il filo più vistoso, quello che chiude la rete, è la necessità di non raccontare tutto, di tenere qualcosa per sé, di lasciare delle maglie in silenzio"




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