Stelle di cannella di Helga Schneider


 È l'inverno del 1932. A Wilmersdorf, un tranquillo e benestante quartiere di una città tedesca, il periodo natalizio è annunciato dalle grida gioiose dei bambini che giocano a palle di neve. Fra le famiglie che abitano tre case, i rapporti superano quelli del buon vicinato: David, figlio del giornalista ebreo Jakoob Korsakov, e Fritz, figlio del poliziotto Rauch, sono amici per la pelle e compagni di banco alla scuola elementare; la sorellastra di David è fidanzata con il figlio del noto architetto Winterloh; persino la gatta di Fritz e il gatto di David sono amici. 


Recensione

Sembrava che tutti dovessero vivere per sempre buoni e sereni.

Ogni tanto ci provo. Scelgo un libro che parla della persecuzione degli Ebrei, lo leggo, cerco di capire, ma non ci riesco. E soprattutto non accetto!
La frase che ho citato è l'emblema di cosa può succedere all'uomo quando si trova di fronte a delle scelte da fare: Tutto risiede in quel sembrava: David e Fritz sono amici per la pelle, sono cresciuti insieme, sono compagni di scuola tutto sembra andare bene, anche i loro gatti si amano. Tutto sembra procedere per il meglio.
Ma siamo nel 1933 e il mondo sta cambiando, un rozzo e brutale partito, come lo definisce la Schneider, sta prendendo sempre più potere e la Germania sta andando inesorabilmente incontro al suo periodo più nero.
E tutto cambia. L'affetto di Fritz nei confronti di David, gli abitanti del loro quartiere, gli insegnanti... Tutto diventa più problematico.  Fritz, un cosiddetto ariano puro inizia a perseguitare David, sempre più isolato da tutti perché ebreo, il pericolo è ad ogni angolo e ogni occasione è buona per perseguitare il ragazzo e il suo gatto.
Cosa ho provato leggendo questo libro? Quello che provo ogni volta che sento parlare dell'argomento: non mi capacito di come un gruppo di perone sia riuscito ad intortare una nazione intera convincendola a spiare, denunciare e perseguitare persone che fino a poco tempo prima erano buoni vicini di casa o amici. Affetto, amicizia, buoni rapporti di vicinato perdono importanza di fronte alla supremazia della razza ariana (che poi a guardarli bene, quelli che tiravano le file del partito avevano ben poco di ariano, ma questo è puramente una mia idea).
Quale può essere la spiegazione di tutto questo io non la trovo, ogni volta che leggo un libro come questo il risultato è sempre lo stesso: non accetto e ogni storia è un vero e proprio pugno nello stomaco.
E non accetto i cosiddetti negazionismi, non accetto che la mente umana possa arrivare a concepire l'idea della soluzione finale. E' qualcosa che va al di là della comprensione umana.
Credo che questo libro debba essere letto nelle scuole, consigliato ai ragazzi per aiutarli ad affrontare questo gravissimo periodo storico, per conoscerlo in tutte le sue atrocità con la speranza che dia loro la forza di opporsi con fermezza ai venti di antisemitismo che ogni tanto attraversano il continente europeo .


Commenti

  1. Io penso che non ci.sia proprio niente da capire e accettare. Sono da leggere per non dimenticare. Personalmente mi spaventano certi pensieri atti e discorsi che si fanno oggi verso i tanti profughi che arrivano nel nostro paese

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