Il bistrò dei libri e dei sogni di Rossella Calabrò


Titolo: Il bistrò dei libri e dei sogni.
Autore: Rossella Calabrò
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione  6 febbraio 2018
Pagine: 252
Cartaceo: € 16,90
ebook : € 9,99

Descrizione

Nel cuore di Milano c'è un delizioso bistrò, con grandi librerie di legno da cui si affacciano centinaia di volumi e l'aria che profuma di torte. Il posto ideale per rilassarsi sorseggiando del tè o magari, con un calice di vino bianco in mano, chiacchierare, lavorare, e intanto lasciarsi consigliare romanzi, saggi, fumetti da Petra, la proprietaria: quarant'anni da un po' e una disordinata massa di capelli che porta con orgoglio. Ogni giovedì sera, nella luce soffusa del suo Bistrò dei Libri e dei Sogni, Petra ospita un corso di Scrittura Creativa. Con lei, Armando, medico in pensione novantenne, dall'animo frivolo e lo sguardo da bambino, appassionato di tip-tap; Blanche, boccoli in stile Shirley Temple, architetto mancato, di mestiere imbianchina e ideatrice di fiabe; Linda, domestica e babysitter dal sorriso cauto e lo sguardo saggio da divinità inca; e poi lui, Dylan Altieri, l'eccentrico e affascinante insegnante. Alto, dinoccolato, occhi azzurri, viso scarno e capelli folti, appena brizzolati, e l'aria di chi ha sempre occupato posti di comando e che ora ha scoperto la meraviglia di perdersi in un sorso di cioccolata calda, accoccolato in una poltroncina anni Venti di un bistrò. Cinque bizzarri quanto speciali protagonisti, ognuno alla ricerca del proprio sogno tra le pagine di un libro. Perché i libri, si sa, sono degli incredibili, splendidi, stupefacenti contenitori di sogni: i sogni di chi li scrive, e i sogni di chi li legge. Dall'autrice del bestseller Cinquanta sbavature di Gigio, un irresistibile, ironico e irreverente romanzo che vi farà sorridere e sognare.

Recensione

Occhi bellissimi, un'espressione "beata e sensuale", così la Calabrò introduce il personaggio di Dylan Altieri nelle prime pagine del suo libro che oltre al titolo, mi ha colpito soprattutto per la bellezza della sua copertina. Memore delle fregature prese in passato dei libri che parlavano di libri, mi sono avvicinata a questo con una lentezza esasperante, l'ho osservato da lontano, l'ho studiato, ho letto le varie recensioni e poi mi sono detta: perché no? Proviamo. E mi si è aperto un mondo.
Un mondo fatto di sogni e speranze, di ironia che mi ha fatto ridere e commuovere e che mi ha suggerito un modo diverso di approcciarmi ai libri, forse rischioso, ma sicuramente più divertente e spensierato.
Dylan insegna scrittura creativa nelle scuole ed essendo un assiduo frequentatore del Bistrò dei libri,  dove si può acquistarne e  bere un caffè, accetta con tutto l'azzurro che emanano i suoi occhi e con entusiasmo di tenere un corso proprio al Bistrò. I frequentatori sono quattro: Armando, un medico in pensione, Blanche un'imbianchina dal carattere tosto, Linda, una baby sitter proveniente dall'Ecuador e la padrona del locale.
Il metodo di insegnamento di Dylan è particolare, strampalato, metodo che alla fine però si rivelerà essere efficace nell'aiutare i partecipanti a muovere il proprio inconscio e a spingere ognuno di loro ad aprirsi ai propri sogni e a lasciarsi andare grazie appunto ai libri che vengono utilizzati durante il corso. E leggendo il libro della Calabrò se ne incontrano davvero tanti, e tanto si può imparare ascoltandoli, senza sfogliarli, ma semplicemente tenendoli chiusi nelle proprie mani.
E così il libro ti fa pensare, immaginare e sognare, comunicando magari qualcosa di diverso da quello che si può trovare nelle sue pagine, ma comunque sempre utile. Ascoltando il messaggio del libro si può ascoltare anche la propria vita.

"Oppure Dylan era stato veramente un sogno. Che tutti noi del Bistrò avevamo sognato perché sentivamo il bisogno di ascoltare le nostre vite, di capire cosa avevano da proporci, e ci serviva qualcuno che ci insegnasse a farlo. In realtà quel qualcuno eravamo noi stessi, ma si sa che siamo tutti un po' matti e non riusciamo mai a credere nelle nostre risorse."

E come si fa a lasciarsi trasportare dai sogni?


"I libri sono degli incredibili, splendidi, stupefacenti contenitori di sogni. i sogni di chi li scrive, e i sogni di chi li legge. Basta aprire il cuore, o il mantice, e i sogni vibrano, vengono soffiati fuori in tutta la loro potenza. E voi, voi, potete diventare con un po' di tecnica, dei meravigliosi romanzi viventi."

La Calabrò quindi ci ha regalato una fiaba speciale, un divertente spaccato di vita quotidiana fatto di incontri casuali che possono cambiare la propria vita e il modo di approcciarsi alle persone.

Per questo abbiamo ospitato Dylan qui nel Bistrò: per insegnare a tutti come sceglier il proprio sogno."

Arrivati alla fine forse scopriamo che quando Shakespeare nella Tempesta dice:

"Siamo fatti anche noi della stessa materia di cui sono fatti i sogni, e nello spazio del tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita:"

Non aveva tutti i torti!

Naturalmente alla fine della lettura mi sono detta che sarebbe davvero bellissimo frequentare un posto così, magari con una padrona ironica e divertente come Petra, dove incontrare gente nuova e stimolante, scambiarsi idee e fare nuove amicizie, perché conoscere gente nuova può sempre aprire il nostro animo e la nostra mente a nuove avventure e a nuove possibilità proprio come accade ai frequentatori del Bistrò di cui parla il libro.

2 commenti:

  1. oh Laura come hai ragione, piacerebbe anche a me trovare un bistrò del genere per poterlo frequentare! che ne dici diciamo alla Calabrò di inaugurare il suo personale bistro'?

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